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Yes Cup 2025

Yes Cup 2025, un successo globale

A Milano oltre 3.000 giovani da 18 Paesi per la quarta edizione della Yes Cup: calcio, inclusione e sogni a San Siro.

Yes Cup 2025
il Logo della Yes Cup 2025 – AIS INFORMA

Dal 17 al 20 aprile 2025 Milano ha ospitato la quarta edizione della Yes Cup 2025, il primo torneo internazionale di calcio giovanile della città. Un evento che ha saputo unire sport, cultura, inclusione e solidarietà, accogliendo più di 3.000 giovani calciatori e calciatrici provenienti da tutto il mondo. Una manifestazione ormai consolidata, capace di trasformare il capoluogo lombardo in un palcoscenico internazionale del calcio giovanile.

Yes Cup 2025

Milano capitale del calcio giovanile

Con 176 squadre divise in 13 categorie, la Yes Cup ha accolto ben 18 nazioni tra Europa, Stati Uniti e Australia. L’Italia ha partecipato con 47 club, mentre 43 formazioni sono arrivate dall’estero: tra queste, team da paesi come Inghilterra, Germania, Francia, Danimarca, USA e perfino Australia. Dalla categoria Under 8 fino agli Under 17, senza dimenticare le Girls 13, 15, 17 e 19, il torneo ha coinvolto atleti e atlete di ogni età e livello, con l’obiettivo comune di condividere la passione per il calcio.

Yes Cup 2025

San Siro, cuore della cerimonia inaugurale

Per la prima volta nella sua storia, la cerimonia di apertura della Yes Cup si è svolta in un luogo simbolico: lo stadio Giuseppe Meazza di San Siro. Davanti a quasi 5.000 persone, tra giovani, famiglie e staff, la conduttrice Laura Barriales ha dato il via al torneo, affiancata da Radio Piterpan e alcune leggende del calcio italiano. La tribuna executive del primo anello rosso è stata invece riservata agli sponsor, mentre sugli spalti è esplosa la gioia dei piccoli protagonisti, molti dei quali sognano di calcare quel campo anche da grandi.

Calcio femminile e solidarietà protagonisti

Grande attenzione anche al calcio femminile, con la partecipazione di club prestigiosi: Inter, Milan, Atalanta, Parma, Como 1907, Como Women, Cremonese, Pro Sesto e Academy Pavia hanno schierato squadre Under 13, 15, 17 e 19. A sottolineare il forte impegno sociale del torneo, anche quest’anno la Yes Cup si è fatta portavoce di una campagna charity: in collaborazione con Goleador, per ogni gol segnato è stato donato 1 euro all’associazione IBindun, realtà benefica fondata nel 1982 e oggi supportata da nomi storici del calcio come Beppe Bergomi e Beppe Baresi.

Yes Cup 2025

Conclusione

Organizzata da AL2 Sport, la Yes Cup 2025 si conferma un evento unico nel panorama sportivo giovanile. Un’esperienza che va oltre il campo da gioco, diventando occasione di crescita, incontro e solidarietà. A rendere speciale questa edizione, anche il contributo di volontari, famiglie e della cantina Le Monde, che ha omaggiato ogni squadra con due bottiglie dei suoi rinomati vini friulani. Milano, ancora una volta, ha dimostrato di saper accogliere il mondo con entusiasmo, sport e valori veri.

impianti sportivi inclusivi

Impianti sportivi sempre più sicuri, accessibili e inclusivi

Impianti sportivi più accessibili, sicuri e inclusivi grazie a normative e design universale che tutelano ogni tipo di utente.

Impianti sportivi. Qualche numero

Il censimento degli impianti presenti sul territorio nazionale, curato da Sport e Salute, ha rilevato la presenza di 76.919 impianti pubblici (70%) e privati, il 92% dei quali funzionanti totalmente o in parte. Le strutture, nel cui numero sono incluse scuole, parrocchie, ambienti militari, aree alberghiere e playground, non sono distribuite in modo uniforme: il 52% si trova al Nord, il 22% al centro e il 26% al Sud (Rapporto Sport 2023, Istituto per il Credito Sportivo e Sport e Salute). Inoltre, l’età media di queste infrastrutture è piuttosto alta: il 60% ha più di 40 anni (L’offerta di impianti e servizi sportivi nelle regioni italiane-2023).

Ma cosa si intende per impianto sportivo? Secondo la letteratura, è definito “impianto sportivo elementare un singolo spazio che consente la pratica di una o più attività sportive. Spesso gli impianti sportivi elementari sono aggregati in impianti sportivi complessi, detti anche “complessi sportivi” (CNEL, Ministero Beni e Attività Culturali, CONI, 2004). Secondo le indicazioni delle istituzioni sportive nazionali, questi luoghi devono tutelare e promuovere l’inclusione ed essere quindi accessibili a tutti. Ciò significa che gli spazi devono essere raggiungibili in autonomia anche da persone con limitata capacità motoria o sensoriale.

Impianti sportivi inclusivi

Inclusione e accessibilità: modelli progettuali sviluppati nell’ambito delle costruzioni

I requisiti tecnici e funzionali degli spazi, inclusi quelli delle strutture sportive, vengono regolati attraverso le indicazioni della normativa ISO 21542:2021 “Building construction – Accessibility and Usability of the Built Environment”. La normativa specifica che: “l’accessibilità include la facilità di avvicinamento, ingresso, evacuazione e/o fruizione in autonomia di un edificio e dei suoi servizi e strutture, nonché degli spazi esterni da parte di tutti i potenziali utenti al fine di assicurare la salute, la sicurezza e il benessere personale durante lo svolgimento di tali attività”.
In fase di costruzione o ristrutturazione di una struttura, si dovrà quindi tenere conto delle esigenze di tutti coloro che sosteranno o utilizzeranno ogni ambiente: atleti, allenatori, arbitri o altre figure in campo, spettatori, operatori e addetti alla gestione, alla sicurezza, al soccorso e all’ordine pubblico.
Per risultare inclusivi e accessibili, tutti gli spazi dovranno adottare strategie utili per il rispetto degli aspetti relativi alla sicurezza anche per quanto concerne la fruibilità. Nell’analisi dello stato di una struttura, verranno quindi valutati i percorsi e i flussi degli atleti, degli spettatori e degli operatori.

L’analisi riguarderà zone come:

•    parcheggi esterni e interni 
•    accessi alla struttura
•    aree destinate al pubblico (come biglietterie e punti di ristoro)
•    spogliatoi
•    servizi igienici
•    aree di gioco e sale sportive secondarie
•    locali di primo soccorso
•    locali destinati ad un uso misto atleti-visitatori (come sale stampa)
•    presenza di spazi calmi
•    vie di esodo

Impianti sportivi inclusivi
Impianti sportivi sempre più sicuri, accessibili e inclusivi – AIS INFORMA

Impianti sportivi inclusivi: Design for All

L’approccio progettuale alla base della realizzazione di luoghi accessibili, sicuri e inclusivi, dal mondo delle costruzioni viene esteso a quello dei servizi e in seguito anche dei prodotti. Infatti, non è sufficiente adattare o realizzare da zero spazi a misura delle necessità di tutti, occorre anche che al loro interno tutti si possano muovere e orientare facilmente, indipendentemente da eventuali disabilità permanenti o temporanee. Infatti, dovrà essere assicurata la presenza di strumenti integrativi tra i quali, ad esempio, l’uso di una segnaletica adeguata e comprensibile anche a chi avesse disabilità di tipo visivo. Un supporto alla progettazione e all’adeguamento di questi aspetti è dato dai principi del “Design for All” un metodo promosso dalla norma UNI CEI EN 17210:2021 “Accessibilità e usabilità dell’ambiente costruito – Requisiti funzionali”.

Nello specifico, Design for All è quell’approccio alla progettazione, allo sviluppo e alla commercializzazione di prodotti, servizi, sistemi e ambienti tradizionali in modo che siano accessibili e fruibili da una gamma più ampia possibile di utenti. Esso, inoltre, implica l’utilizzo sui prodotti e i servizi tradizionali di interfacce compatibili con quelle degli ausili tecnici, consentendo alle persone con disabilità di accedere e utilizzare l’attrezzatura dominante.

Tale sistema, fa riferimento ai principi dell’Universal Design, ovvero:

1. Uso equo – gli ambienti, gli oggetti e i servizi devono essere progettati in modo da poter essere utilizzati da tutti;

2. Flessibilità di utilizzo – il design creato deve poter essere usato da persone con abilità diverse;

3. Uso facile e intuitivo – lo scopo e la funzione del prodotto sviluppato devono essere di facile comprensione;

4. Percettibilità delle informazioni – le informazioni fornite dal design devono essere di facile comprensione anche per chi ha esigenze e abilità diverse;

5. Tolleranza per gli errori – il design deve essere progettato in modo da ridurre al minimo i pericoli dovuti ad usi errati del prodotto;

6. Minimo sforzo fisico – il design deve funzionare con il minimo sforzo fisico;

7. Spazi e misure adatti per l’approccio e per l’uso – le dimensioni e lo spazio sono adatti per essere approcciati ed usati da chiunque, indipendentemente dalle sue caratteristiche fisiche e dalle sue abilità.

UNI/PdR 131:2023

In questo contesto merita particolare attenzione la Prassi di Riferimento UNI/PdR 131:2023 “Accessibilità dei servizi offerti da strutture ricettive, stabilimenti termali e balneari, e impianti sportivi – Requisiti e check-list”.  È pensata specificamente per questi asset, per regolarne le caratteristiche, affinché siano rispettati i requisiti nazionali e regionali sul superamento delle barriere architettoniche e senso-percettive, nonché quelli della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità.

La UNI/PdR 131:2023 può essere utilizzata per garantire a tutti l’accessibilità e l’uso delle strutture in condizioni di autonomia, comfort e sicurezza, in conformità con i principi e le tecniche del “design for all”, apportando se necessario le opportune azioni di adeguamento.